Le tre I del buon giocatore

Ti chiedi se sei un buone giocatore? Dopo anni di riflessioni abbiamo individuato le tre che sono necessarie per essere un buon “ruolista”. Sono arrivato alla conclusione che sono tre le qualità fondamentali da coltivare: Immaginazione, Interpretazione, Immedesimazione.

Immaginazione

Non è così scontato chiedersi se un giocatore di ruolo sia dotato di immaginazione. Quando il Master descrive una scena nella tua mente questa si dipinge proprio come la vede il personaggio?

E’ indispensabile per poter godere del GdR riuscire avisualizzare le scene nella tua mente. Non è importante la quantità di dettagli fornita dal Master, l’immaginazione  colmerà  i vuoti ponendo una nitida immagine di fronte ai tuoi occhi. 

Dopo anni ho chiesto ai miei giocatori come si immaginassero alcuni PnG (personaggi non giocanti). Ognuno li ha immaginati in modo diverso, ognuno affascinante a suo modo.

Allenati ad usare la tua immaginazione. All’inizio sforzati di visualizzare solo i momenti topici del gioco. Con il tempo riuscirai a restare immerso in queste immagini per la maggior parte della seduta.

Oggi, dopo tanti anni, ci alleniamo ancora per riuscire a “restare nella visione” il più a lungo possibile.

Un buon modo per aumentare l’immaginazione è: fornire immagini di riferimento. In pratica guarda più film, telefilm, fumetti ed illustrazioni, così il cervello avrà più spunti su cui lavorare.

C’è però un rischio. Il Giocatore non deve esagerare perchè rischierebbe  di ricordarsi le cose in modo diverso da come sono state descritte. 

Un consiglio ai giocatori molto fantasiosi: prima di agire chiedete al narratore se la vostra visione della scena è corretta

Interpretazione

Si chiama gioco di ruolo proprio perché il Giocatore deve interpretare un ruolo.

Ok, ma cosa significa interpretare?

Il vocabolario Treccani lo definisce così: “Sostenere una parte in un lavoro teatrale o in un film, mostrare di averla o non averla intesa e di sapere o non sapere renderne lo spirito nell’azione scenica”.

Ruolare (giocare a GdR)  è molto simile alla recitazione teatrale, ovviamente senza copione scritto, il che rende più difficile il compito del Gioc-attore.

Interpretare una scena preparata è più semplice che improvvisare un accadimento casuale, non previsto dalle conseguenze anche protratte nel tempo (ovviamente senza poter provare prima). Il bravo giocatore deve entrare in un livello di sintonia profonda con il personaggio.

I bravi Giocatori spesso studiano a fondo la sfera comportamentale del loro personaggio anche al di fuori della seduta.

Sono stato molto più Master che Giocatore, ma quando ho interpretato i miei personaggi,  spesso mi è capitato di pensare al di fuori della seduta: “come reagirebbe il mio personaggio in questa situazione?”.

Porsi interrogativi come questi aiuta a migliorare la capacità interpretativa che in alcuni è innata, in altri va allenata.

 

Immedesimazione 

Dopo che sei riuscito ad immaginare ed interpretare è necessario immedesimarti nel tuo personaggio.

Anche in questo caso ci viene in ausilio il vocabolario Treccani per “Immedesimare” scrive: “farsi una medesima cosa con un’altra, trasferirsi idealmente nelle vicende, nella situazione psicologica ed emotiva di un’altra persona, facendone propri il carattere, i sentimenti, gli atteggiamenti”.

Quindi saper agire come il personaggio non basta, è necessario comprendere ciò che prova e simularlo nel modo più spontaneo possibile.

La capacità di immedesimarsi  può essere allenata, ma più spesso fa parte dell’empatia innata.

Ho notato che quei Giocatori che svolgono lavori a contatto col pubblico, tendono a sviluppare una maggior capacità empatica.

Ricordo che in una sessione del Richiamo di Cthulhu , durante una seduta spiritica, interpretavo una medium (come PnG). Senza preavviso mi sono alzato ed ho urlato come straziato da un dolore lancinante. Nel contempo stringevo forte la mano di un Giocatore che a sua volta ha urlato con uno sguardo terrorizzato. Che scena fantastica!

Ricorda che il GdR è un gioco e in nessun caso va confuso con qualcosa di reale. Non prenderla sul personale, non legare le emozioni del tuo personaggio con le tue; scava pure in profondità nella sua psiche, ma mantieni il giusto distacco. 

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aprile 8th, 2017 by